Perché la filosofia?

Perché la filosofia? (P. De Giorgi, 19.07.13, agg. 21.08.13)

PLATONE e ARISTOTELE

PLATONE e ARISTOTELE

Perché solo la filosofia può dirci e può darci la verità. Oggi più di ieri comprendiamo di avere un bisogno fondamentale di verità. Non possiamo vivere senza la verità, che esiste anche se non lo ammettiamo. E bando alle ingenuità! La scienza e la tecnica non sono l’opposto della filosofia. Sono delle scelte filosofiche già fatte, sono modi di affrontare la vita che a loro tempo hanno intrapreso delle direzioni di pensiero con lo scopo pratico di governare il mondo. Allo stesso modo, chiederci se facciamo bene o male a fare qualcosa è già filosofia, è un dialogo filosofico con noi stessi. Anche nell’indagine sulle tradizioni popolari, sul tarantismo e sulla sua musica terapeutica, la filosofia ci aiuta a non cadere vittime delle ideologie, dei miti, dei dogmi religiosi, dei pregiudizi. D’altro canto fare filosofia è una caratteristica del pensiero in quanto tale e non una specialità accademica riservata a pochi eletti. Basta decidere se muoversi verso destra o verso sinistra e  e e già abbiamo fatto una scelta filosofica, ricorda Aristotele.

Archita da Taranto, startega massimo, filosofo e musicoterapeuta

Archita da Taranto, stratega massimo, filosofo e musicoterapeuta

Ed esiste, per tutti i motivi ricordati e tanti altri ancora, come ho messo in chiaro più volte nelle mie indagini, una filosofia popolare che diventa tradizione. Esiste, cioè, un pensiero collettivo che muove le folle e incide sulle scelte individuali. L’indagine sul tarantismo, ad esempio, svela una forma di pensiero diversa, analogica, simbolica, che è propria di una concezione mitica del mondo. La filosofia popolare del tarantismo, si pensi alla filosofia popolare mitopoietica dei cosiddetti tarantati, ossia di coloro che si considerano morsicati dall’animale immaginario detto “taranta”, che può essere un ragno o un serpente o altro. Il pensiero popolare dei tarantati entra in gioco non solo nelle loro scelte di vita e nella prassi terapeutica ma anche nelle scelte musicali, nell’esecuzione dei ritmi, delle frasi melodiche, degli accordi, dei passi e dei gesti della danza. La “taranta”, con una profondità tutta filosofica, ci insegna a rovesciare le carte in gioco, a invertire il negativo in positivo. Fare filosofia, dunque, è uno scatto evolutivo straordinario dell’essere umano, è un ponte verso la “sostanza” illimitata e globale delle cose, verso la comprensione del senso della vita, verso ciò che importa davvero nella vita e, si osservi bene, verso il tutto, il valore dei valori scoperto dai greci senza il quale nulla possiamo comprendere. Questa idea di “tutto” è parte integrante del “pensiero armonico”, che senza il “tutto” non sarebbe più tale.

 Cratere a colonnette apulo del IV secolo a.C. (Museo Archeologico di Bologna) dove un giovane in costume indigeno tradizionale apulo offre ad una donna l’armonia divina tramite un tympanon ossia un tamburello. Simboleggia la grande importanza del concetto di pensiero armonico nella Puglia antica e in tutta la Magna Grecia.

Cratere a colonnette apulo del IV secolo a.C. (Museo Archeologico di Bologna) dove un giovane in costume indigeno tradizionale apulo offre ad una donna l’armonia divina tramite un tympanon ossia un tamburello. Simboleggia la grande importanza del concetto di pensiero armonico nella Puglia antica e in tutta la Magna Grecia. Immagine di copertina della pagina FACEBOOK ‘Pensiero Armonico’:

La Taranta simboleggia la Rinascita perché incarna il rovesciamento dell'angoscia, il ribaltamento dello status quo che ci fa soffrire e ci fa ritenere di non aver valore, di non avere presenza, di essere smarriti nel nulla. La Taranta è terapia perché esprime l'inversione del negativo in positivo. E la morte ridiventa vita, il Sud ridiventa Nord...

All’interno del vasto ‘Pensiero Armonico’ del Mediterraneo la Taranta simboleggia la Rinascita perché incarna il rovesciamento dell’angoscia, il ribaltamento dello status quo che ci fa soffrire e ci fa ritenere di non aver valore, di non avere presenza, di essere smarriti nel nulla. La Taranta è terapia perché esprime l’inversione del negativo in positivo. E la morte ridiventa vita, il Sud ridiventa Nord…

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