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in ANTEPRIMA la NUOVA CANZONE dei...
Taranta Channel 17 luglio 17.24.28

in ANTEPRIMA la NUOVA CANZONE dei TAMBURELLISTI DI TORREPADULI contenuta nella Compilation “BALLA TARANTA” (2013) in distribuzione nazionale.ASCOLTA LA CANZONE su #SPOTIFYsu:

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Taranta way, a song by Tamburellisti Di Torrepaduli on Spotify.
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I Tamburellisti di Torrepaduli, Pizzica & Rinascita, 2000

I Tamburellisti di Torrepaduli, Pizzica & Rinascita, 2000

 

I Tamburellisti di Torrepaduli, Pizzica grica. To paleo cerò, 2003

I Tamburellisti di Torrepaduli, Pizzica grica. To paleo cerò, 2005

 

I Tamburellisti di Torrepaduli, Il tempo della taranta: pizzica d'autore, 2003

I Tamburellisti di Torrepaduli, Il tempo della taranta: pizzica d’autore, 2003

PICCOLA STORIA DELLA PRODUZIONE DISCOGRAFICA DEI TAMBURELLISTI DI TORREPADULI NELL’ARTICOLO “Incontro con lo scrittore e compositore Pierpaolo De Giorgi alla Fiera del Levante di Bari del 2010, a cura del critico musicale Carlo Gentile e del regista Enrico Romita”.

     Giovedì 16 settembre 2010 alle 16,00, la Fiera del Levante di Bari, presso il caffè-teatro Lelio Luttazzi del padiglione 116, ha allestito un incontro con l’etnomusicologo Pierpaolo De Giorgi, filosofo, scrittore, autore e compositore. De Giorgi è il leader del gruppo dei Tamburellisti di Torrepaduli, che nello stesso padiglione gestisce uno stand con i suoi prodotti: CD, libri e tamburelli artigianali. Il gruppo dei Tamburellisti, attivo da oltre vent’anni, per l’esattezza dal 1990, nel settore della tradizione popolare, ha determinato una vera e propria rivoluzione culturale riproponendo per primo l’antica musica e danza terapeutica denominata pizzica, creando un genere nuovo e incontrando un successo e un seguito senza precedenti nella storia della tradizione pugliese. Moderatori dell’incontro sono stati il critico musicale Carlo Gentile e il regista Enrico Romita. L’avventura dei Tamburellisti di Torrepaduli, ha mostrato Pierpaolo De Giorgi, nasce dalla ricerca. De Giorgi ha illustrato i percorsi scientifici che lo hanno portato già nel 1991 al primo album di pizzica che la storia ricordi. Per far meglio comprendere la natura del cambiamento, il ricercatore filosofo ha rapidamente accennato alla sua produzione sistematica di numerosi volumi di etnomusicologia e di estetica musicale, che svelano la straordinaria natura dionisiaca della tradizione della pizzica e del tarantismo. In  sintesi: nel 1999 De Giorgi traduce in italiano l’attesissimo saggio dell’etnomusicologo Marius Schneider, La danza delle spade e la tarantella. Lo studio è parte di una complessa operazione culturale polivalente che culmina con la pubblicazione del volume Tarantismo e rinascita, Argo, Lecce 1999, scritto dal De Giorgi stesso, al quale Paolo Pellegrino, docente di Estetica dell’Università di Lecce, appone un  lungo ed efficace saggio introduttivo. L’intera operazione finisce col determinare un vero e proprio cambiamento di prospettiva nello studio del tarantismo e nel 2000 stimola il Cd di grande successo dei Tamburellisti Pizzica & Rinascita. Nel 2002 De Giorgi pubblica La pizzica pizzica, musica della rinascita (PensaMultimedia, Lecce), dove individua lo stato dell’arte detta pizzica pizzica. Nel 2004 pubblica il significativo saggio comparativo L’estetica della tarantella (Congedo, Galatina), che scopre le straordinarie radici “labirintiche” greche e magnogreche della tarantella. Il volume si avvale di una accurata e molto ampia appendice etnomusicologica che per la prima volta decodifica e trascrive con esattezza il ritmo della pizzica pizzica. Nel 2005 pubblica il volume Pizzica e tarantismo (EditSantoro, Galatina) e cura il saggio Cronaca della taranta: il tarantismo in Acaya di Antonio Fasiello (Mancarella, Cavallino) . Nel 2007 De Giorgi pubblica Il tarantismo come mito e nel 2008 ne offre una versione più completa che chiama Il mito del tarantismo (Congedo, Galatina): si tratta di una raffinata e puntuale critica degli errori interpretativi dell’etnologo Ernesto De Martino. Nel 2010 esce La pizzica, la taranta e il vino: il pensiero armonico (Congedo, Galatina), patrocinato dalla fondazione “La notte di San Rocco”. E’ uno studio capillare che osserva i fenomeni pugliesi in questione in un’ampia ottica mediterranea e universale, un vasto pensiero tradizionale di gran parte del Mediterraneo cui, secondo l’autore, è doveroso dare il nome di “armonico”.

     De Giorgi, dopo l’esame della produzione libraria, De Giorgi ha parlato degli ormai celebri cd dei I Tamburellisti di Torrepaduli, il gruppo di ricerca e di riproposizione musicale che per primo, sin dal 1990, ha riproposto come genere musicale autonomo la tradizione culturale della pizzica pizzica, l’arcaica tarantella che sta incontrando un successo mondiale senza precedenti. Nel 1991 esce lo storico album Fantastica Pizzica, che viene tanto ascoltato e riascoltato da render necessarie ben 10 ristampe. È la prima volta nella storia della musica che un album intero viene totalmente dedicato alla pizzica pizzica. Scritto da Pierpaolo De Giorgi e arrangiato da Gino Ingrosso, proviene da diverse ricerche e si avvale della tecnica del “folklore immaginario”, sorta di metodo per reinventare alcuni vecchi brani e comporne di completamente nuovi utilizzando gli stilemi della tradizione. L’album, di cui Gino Ingrosso cura la direzione artistica, consente ai Tamburellisti di Torrepaduli di offrire un prodotto nuovo che, però, esprime i contenuti e lo stile di una delle più belle tradizioni del Mediterraneo, quella del tarantismo e della pizzica. È un autentico successo, di critica e di pubblico. Ed è anche un esempio illuminante per il precedente folk-revival inautentico, smorto e ripetitivo. Nel 1995 viene pubblicato il secondo l’album, Pizzica e trance, scritto da De Giorgi e Ingrosso, che è ugualmente innovativo. Propone infatti per la prima volta brani in italiano, oltre che in grico e in dialetto: anche in questo i Tamburellisti di Torrepaduli sono i primi. Nel nuovo grande successo Pizzica e trance, emerge la potenza orfica del canto e della musica. Il forte profumo poetico dell’album regala emozioni e rende comprensibili i significati erotici, sociali e spirituali di quest’arte. Nel 2000 esce lo storico CD dei Tamburellisti Pizzica e rinascita, abbinato al noto quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”. In pochissimi giorni il Cd va letteralmente a ruba: scritto da De Giorgi evidenzia i forti valori di rinascita del tarantismo. L’antica cultura della Magna Grecia è considerata ricca di possibilità per il futuro. La poesia contemporanea, quella dell’Antigone di Soflocle e quella del latino medioevale dei Carmina Burana si sposano magnificamente con la pizzica pizzica. Il violino e la fisarmonica reggono splendidamente e con grande professionalità il forsennato ritmo dei Tamburellisti. Il CD desta l’entusiastico interesse di Pippo Baudo, Albano e tante altre personalità del mondo dell’arte. Nel 2003 esce, ancora una volta con “La Gazzetta del Mezzogiorno” il geniale cd Il tempo della taranta: pizzica d’autore, che pure incontra il favore della gente. Nel 2006 esce Pizzica grica, con testi in grico di Antonio Anchora e musiche di Pierpaolo De Giorgi, un lavoro bellissimo che presto si diffonde in Italia e in tutta la Grecia. Pizzica grica viene considerato uno dei più significativi processi artistici di rivalutazione della lingua grica. Nel 2009 esce Taranta taranta, prodotto dalla Italian world music di Rosario Maffucci, uno straordinario disco frutto di grande maturità artistica e compositiva, con testi poetici di Pierpaolo De Giorgi e musiche dello stesso De Giorgi e di Donato Nuzzo. Taranta taranta è un bel successo, che, nel panorama della musica tradizionale italiana, diventa un cd di culto. Il gruppo dei Tamburellisti finisce per diventare una vera e propria fucina di idee e di prodotti salentini. Ai libri e ai CD si uniscono i tamburelli tradizionali artigianali, realizzati da Rocco Luca. Secondo De Giorgi, la Puglia, se riesce a scavare bene nella sua musica, nel suo pensiero collettivo e nella sua storia dell’arte, può offrire tantissimo al mondo intero.  Il diffuso “pensiero armonico” che è alla base di tutto, a ben guardare, non è troppo diverso da quello orientale del Tao o dello Zen.

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